Il comune di Bracciano è inserito nell’area della Città Metropolitana di Roma ed ospita circa 20.000 abitanti distribuiti in 143,06 chilometri quadrati. 
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È situato a circa 280 metri sopra il livello del mare, sulle alture dei monti Sabatini: più precisamente sulla cresta occidentale del vulcano che ha dato origine al lago di Bracciano

Le origini di Bracciano sono però tutt’altro che certe. I primi insediamenti urbani in zona parrebbero risalire al X secolo, come diretta risposta

alle continue incursioni dei saraceni: sembra che i grandi proprietari terrieri costruirono delle zone fortificate per difendersi (dette castrum), che li avrebbero a breve resi i signori delle aree circostanti. Verso la fine dell’XI secolo l’area di Bracciano entra sotto il controllo dei Prefetti di Vico ed è in questo periodo che il nome della famiglia Braccio si lega alla città: il condottiero investì nella costruzione di diverse strutture fortificate dette “Case di braccio”. 

È però soltanto nel 1400 che Bracciano inizia a svilupparsi, grazie alla cessione del feudo al ramo di Tagliacozzo della famiglia Orsini (una delle più potenti del tempo) ed è in questo periodo che il Castello si trasforma in quello che diventerà il simbolo più caratteristico della città. Lo sviluppo economico della zona prosegue durante tutto il Rinascimento italiano, quando il suo signore Paolo Giordano I riceve l’investitura di Duca di Bracciano, mentre la cessione alla famiglia Odescalchi, gli attuali proprietari del castello, è datata 1696 (nonostante durante i primi 50 anni dell’800 sia appartenuto alla famiglia Torlonia). 

Come già detto il Castello di Bracciano (altrimenti noto come il Castello Orsini-Odescalchi) è sicuramente il simbolo della città: costituito da tre cinta di mura esterne, con la sua forma pentagonale e le sue cinque torri domina su tutta la città, garantendo una visione spettacolare del lago e delle aree circostanti. Il castello è aperto al pubblico dal 1952 ed oggi, oltre ad essere utilizzato per matrimoni ed eventi, è sede di uno splendido museo che ne racconta la storia: la collezione più nota che contiene è sicuramente quella composta da oggetti d’arte raccolti dal principe Baldassarre Odescalchi durante la seconda metà dell’Ottocento e vanta, tra le varie suppellettili, anche ceramiche e dipinti rinascimentali, una suggestiva sala arredata in stile gotico ed una ricchissima varietà di armi. 

La principale architettura religiosa di Bracciano è invece il Duomo di Santo Stefano: anche questo pare sia stato edificato al tempo dei Prefetti di Vico (intorno al 1200), ma ha assunto la sua forma definitiva attorno al 1600, con una planimetria a croce latina e tre navate divise da due file di pilastri. Anche questo edificio conserva molti oggetti di pregio, che testimoniano come abbia attraversato da protagonista periodi storici caratterizzati da gusti e soluzioni formali diversissimi. 

Come già accennato la storia di Bracciano è direttamente legata a quella di alcune delle più importanti famiglie nobiliari del centro Italia: rampolli degli Orsini e dei Torlonia hanno vissuto a lungo nella città, catalizzando attorno alle loro abitazioni importanti artisti del loro tempo. 

La storia delle personalità pubbliche di Bracciano più vicine al nostro tempo è invece fortemente legata al mondo dello sport, sebbene la città non abbia società sportive stabilmente posizionate stabilmente ai vertici delle rispettive leghe professionistiche (vanta comunque una squadra di Volley, una di pallacanestro ed un team di atletica leggera): si pensi a Norberto Oliosi (argento nella staffetta 4 x 100 agli Europei del 1974), ai calciatori Cristiano Bergodi e Davide Faraoni, ai pallanuotisti Fabio Conti e Medea Verde o a Veronica Borsi (argento sui 100 metri a ostacoli ai Giochi mondiali militari di Rio de Janeiro 2011). 

Segnaliamo inoltre di visitare il sito Risultati immagini per visit bracciano che in costante aggiornamento, vi aiuterà a trovare i luoghi in cui dormire e gli eventi del territorio.

 

Palazzo Comunale

Palazzo ComunaleIl palazzo, ancora oggi sede comunale, fu eretto tra il 1619 e il 1636 come sede della comunità. Subito l’edificio accusò problemi statici dovuti alla cattiva costruzione e subì per questo diversi restauri fino al 1638.

Progetti per il consolidamento ed il restauro del palazzo furono elaborati dagli Architetti Carlo Buratti (1710), Antonio Asprucci (1755) e Virginio Bracci (1765). La facciata fu costruita intorno al 1730 su progetto dell’architetto Orazio Turriani, nativo di Bracciano, cui si deve pure la costruzione, nel 1639, del palazzetto sito alla destra del palazzo, che egli utilizzava come residenza. La facciata originaria aveva logge aperte a piano terra ed al primo piano.

Solo nel 1770, con il progetto dell’architetto Bracci, furono definitivamente risolti i problemi statici che avevano gravato il palazzo per oltre un secolo. Furono lavori sostanziali: in qualche caso fu necessario demolire e ricostruire intere porzioni di muratura. L’architetto, forse per dare maggiore stabilità al palazzo, fece chiudere le logge, dando alla facciata la forma attuale; essa era però coperta con un tetto a falde nascosto da un cornicione. La galleria di accesso al palazzo era chiusa sul retro da un cancello realizzato nel 1760 dal mastro Carlo Laurenti, che vi appose firma e data.

Oltre alla sala dove si riunivano le magistrature cittadine ed agli uffici l’edificio ospitava la scuola, i granai comunitativi, la casa del segretario comunale ed un teatro, costruito per volontà del principe Livio I Odescalchi all’inizio del Settecento. Il teatro, che ebbe la sua stagione più gloriosa proprio nel XVIII secolo, fu demolito nel 1876.

Un nuovo progetto di ristrutturazione fu elaborato nel 1886 dall’ingegnere comunale Paniconi per adeguare il palazzo, attraverso un nuovo schema funzionale, alle esigenze post-unitarie; i lavori furono completati nel 1893.

In quell’occasione venne realizzato il terrazzo con la balaustra che oggi corona la facciata; la galleria al piano terra venne chiusa sul retro con un muro per evitare che in caso di pioggia il fango invadesse il palazzo. Il cancello sul retro fu posto sul prospetto anteriore ed è quello usato oggi per chiudere l’ingresso: sulla serratura sono ancora visibili la firma di mastro Laurenti e la data.

Le attuali decorazioni dell’aula consiliare risalgono al 1926.



Come è facile intuire, gli eventi sportivi che la città ospita con maggiore frequenza sono legati al lago, alla vela e alla nautica, ma Bracciano offre con cadenza regolare anche manifestazioni di carattere religioso (ad esempio una rievocazione storica della Passione di Cristo ogni Venerdì Santo),Risultati immagini per Passione di Cristo Bracciano legate alla musica e all’antiquariato, o dedicate all’enogastronomia, per permettere a tutti di godere dei deliziosi prodotti più tipici della zona. 

 

 

 

 

 

Essendo un paese di lago buona parte della cucina di Bracciano è concentrata sui suoi pesci più rappresentativi quali l’anguilla, la tinca, il persico, il luccio, la carpa ecc. (tra i numerosi piatti disponibili segnaliamo per lo meno i filetti di luccio/tinca fritti e l’anguilla alla cacciatora).Risultati immagini per pesce di Bracciano

Negli anni però si sono sviluppati anche allevamenti piuttosto prosperosi di bovini e pascoli vari che hanno sdoganato anche la cucina a base di carne e cacciagione (spesso utilizzate per condire paste tradizionali del luogo quali i maltagliati, le fettuccine, i tagliolini, le pappardelle o i lombrichi). Anche l’offerta di formaggi locali è piuttosto ampia, con varianti sia fresche che stagionate di pecora, capra e mucca, mentre i dolci più tipici sono sicuramente i tozzetti (biscotti secchi da gustare assieme ad un bicchiere di vino). 

 

Bracciano è situata praticamente a metà tra Roma e Viterbo (dista 40 chilometri dalla prima città e 50 chilometri dalla seconda) ed è collegata ad entrambe da una linea ferroviaria. Offre un servizio di linee autobus della COTRAL che permette di raggiungere la maggior parte dei comuni limitrofi ed è inoltre collegata alle principali città che si affacciano sul lago (Anguillara Sabazia e Trevignano Romano) da un servizio di motonave gestito dal Consorzio Lago di Bracciano. Infine Bracciano è stata sede dell’inaugurazione della più antica struttura aeroportuale italiana: l’aeroporto Bracciano-Vigna di Valle, aperto nel 1907 e trasformato in un Museo Storico dell’Aeronautica Militare nel 1977.

 

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